Simex ART 1000: come funziona la rigenerazione dell’asfalto in sito
La fresa ART 1000 è una rigeneratrice che ripristina il manto stradale ammalorato riutilizzando in sito il 100% dell’asfalto esistente.
Fresa la pavimentazione, ne riduce la granulometria e miscela il materiale con un additivo rigenerante, il tutto a freddo, con un’unica attrezzatura e all’interno dello stesso ciclo di lavorazione.
Può lavorare fino a 100 mm di profondità, in funzione dell’entità dell’ammaloramento e del tipo di intervento. Non richiede l’asportazione del fresato né l’apporto di nuovi aggregati vergini.
È la soluzione ideale per gli ammaloramenti superficiali di strade urbane, dove servono cantieri agili e riaperture veloci.
Che cos’è la fresa ART 1000
ART sta per Asphalt Repair Technology, ed è una tecnologia brevettata pensata per le minipale. Un’attrezzatura che monta sulla macchina operatrice e fa in un colpo solo quello che i metodi tradizionali fanno in più fasi con più mezzi: recupera la vecchia pavimentazione e la rigenera sul posto, senza portarla via.
La differenza con una fresatrice classica è sostanziale. Una fresatura tradizionale comporta normalmente l’asportazione del materiale e la sua movimentazione fuori dal tratto di intervento, con le conseguenti attività di trasporto e gestione del fresato secondo la normativa applicabile. È il processo che spieghiamo nella guida sulla fresatura dell’asfalto tradizionale.
La ART 1000 invece non porta via niente: il vecchio asfalto diventa la materia prima del nuovo manto, direttamente lì dove si lavora.
Il fresato non è uno scarto da smaltire, è l’ingrediente, un principio che sta anche alla base del riutilizzo del fresato stradale in impianto.
Come funziona la rigenerazione in sito, passo dopo passo
Il processo si concentra in un’unica lavorazione, ma internamente segue fasi precise:
Fresatura. L’attrezzatura fresa la pavimentazione ammalorata alla profondità impostata, tra i 30 e i 100 mm a seconda dell’intervento.
Riduzione granulometrica. Il materiale fresato viene sminuzzato e reso omogeneo, così da poter essere rilavorato.
Miscelazione con il rigenerante. Durante la lavorazione viene dosato l’additivo rigenerante, che restituisce al bitume invecchiato le proprietà perse e lega di nuovo il conglomerato. È qui che entra in gioco Asphalt Repair green.
Stesa. Il conglomerato rigenerato viene depositato dall’attrezzatura all’interno della traccia appena fresata, pronto per essere pareggiato.
Compattazione. Si compatta con rullo o piastra vibrante, esattamente come un asfalto tradizionale.
Riapertura al traffico. La superficie torna percorribile in tempi molto brevi, in relazione alla maturazione della miscela.
Il vantaggio operativo è evidente sul campo: l’operatore deve presidiare bene solo due momenti, la profondità di fresatura e il corretto dosaggio del rigenerante. Impostati quelli, la lavorazione è lineare e ripetibile.
Il ruolo di Asphalt Repair green
La macchina, da sola, fresa e miscela. A fare il lavoro chimico è il rigenerante. Asphalt Repair green è il nostro additivo studiato per questo processo.
Si dosa attraverso la fresatrice, si mescola in modo omogeneo al granulato durante la fresatura e ricostruisce un conglomerato bituminoso rigenerato utilizzando il 100% del materiale di recupero.
Il risultato è una pavimentazione ad alta densità e buona stabilità, che sopporta il traffico veicolare e resiste alle sollecitazioni.
È l’abbinamento che fa la differenza: la tecnologia della macchina e la qualità del rigenerante lavorano insieme. Un buon additivo dosato male, o una buona macchina con un rigenerante scadente, non danno lo stesso risultato.
Quando conviene usarla
La ART 1000 è pensata per gli interventi superficiali di tipo funzionale, cioè quelli che ripristinano lo strato d’usura ammalorato senza dover ricostruire l’intero pacchetto stradale. È particolarmente indicata per:
fessurazioni ramificate, quelle che sul manto disegnano il tipico reticolo “a pelle di coccodrillo”;
avvallamenti, rigonfiamenti e deformazioni superficiali;
buche e distacchi diffusi su tratti ampi;
ripristini rapidi in ambito urbano, dove non c’è spazio né tempo per cantieri pesanti.
Un esempio concreto del contesto in cui rende di più: una strada comunale con ammaloramento diffuso della corsia, dove un semplice rappezzo sarebbe insufficiente ma un rifacimento completo sarebbe sproporzionato in eccesso.
Qui la rigenerazione in sito chiude l’intervento in una lavorazione, senza aprire un cantiere che blocca la viabilità per giorni.
Attenzione: lo spessore di lavoro non supera i 100 mm. Per dissesti profondi che interessano gli strati inferiori del pacchetto stradale serve un intervento strutturale diverso; la ART 1000 è la risposta giusta per il funzionale, non per il profondo.
I vantaggi per Comuni e imprese
Il motivo per cui questa tecnologia si sta diffondendo, soprattutto nella cantieristica urbana, è che cambia l’economia dell’intervento.
Bastano pochi operatori e un numero ridotto di mezzi, invece della catena di macchine che richiede una lavorazione tradizionale. Non c’è la logistica del fresato da smaltire, con i suoi costi di trasporto e conferimento, né quella del materiale vergine da approvvigionare.
Si riducono così sia i costi operativi per l’impresa sia quelli di realizzazione per l’amministrazione. E la strada torna transitabile in fretta, il che per un Comune significa meno disagi ai cittadini e per un gestore meno tempo di corsia chiusa.
C’è poi il capitolo sostenibilità, che oggi non è più un contorno. Riutilizzare il 100% del materiale in sito, senza movimentazione di rifiuti, è la logica dell’asfalto a freddo ecosostenibile portata al massimo.
C’è poi il capitolo sostenibilità. Il riutilizzo del materiale già presente in sito riduce la necessità di nuovi aggregati e le movimentazioni di cantiere, secondo una logica di economia circolare coerente con gli obiettivi ambientali alla base dei CAM Strade.
Un intervento di rigenerazione in sito è tra i più facili da rendicontare sul fronte del contenuto di riciclato.
Un intervento tipo
Per dare l’idea del cantiere: un tratto urbano con la corsia segnata da fessurazioni a pelle di coccodrillo e qualche avvallamento. Si imposta la profondità di fresatura, si avvia la lavorazione dosando Asphalt Repair green, la macchina fresa e rigenera in sito depositando il conglomerato nella traccia, si pareggia e si compatta con la piastra.
In poche ore il tratto è sistemato e riaperto, senza un camion di fresato uscito dal cantiere e senza un sacco di materiale nuovo entrato.
Rigenerare invece di rifare: un intervento più rapido e sostenibile
Quando l’ammaloramento è superficiale, rigenerare l’asfalto in sito è quasi sempre più conveniente che asportarlo e rifarlo: meno mezzi, meno costi, nessun rifiuto da smaltire e una strada che riapre in giornata.
È lo stesso principio per cui rigenerare l’asfalto ossidato è una scelta più sostenibile del rifacimento. In Beton Asfalti eseguiamo questi interventi con la fresa ART 1000 e il nostro rigenerante Asphalt Repair green, che insieme ripristinano il manto riutilizzando il 100% del materiale esistente.
Se gestisci strade comunali, aree urbane o piazzali con ammaloramenti superficiali diffusi e vuoi capire se la rigenerazione in sito fa al caso tuo, scrivici descrivendo il tratto da sistemare: valutiamo insieme lo stato della pavimentazione e la soluzione più efficace.
Domande frequenti
Che spessore di asfalto rigenera la ART 1000?
Lavora su interventi superficiali di tipo funzionale, con profondità tra i 30 e i 100 mm. Per dissesti più profondi serve un intervento strutturale.
Che differenza c’è con la fresatura tradizionale?
La fresatura classica asporta l’asfalto e lo porta via come rifiuto; la ART 1000 lo rigenera sul posto e lo riutilizza al 100%, senza smaltimento né materiale nuovo.
Quando si può riaprire al traffico?
In tempi molto brevi, in relazione alla maturazione della miscela: è uno dei principali vantaggi in ambito urbano.
È una lavorazione a caldo o a freddo?
A freddo. La macchina fresa e miscela il granulato con il rigenerante senza riscaldare il materiale.
Serve smaltire il fresato?
No. Il materiale resta in cantiere e viene rigenerato: non c’è movimentazione di rifiuti.