Fresatura dell’asfalto: come funziona e quando serve

Prima di stendere un asfalto nuovo, quasi sempre bisogna togliere quello vecchio. Questo lavoro si chiama fresatura dell’asfalto, ed è il passaggio da cui dipende la riuscita di tutto il resto.

Se il fondo non viene preparato bene, anche il manto migliore dura poco. La fresatura serve a rimuovere gli strati ammalorati, a riportare la strada alle quote giuste e a creare una superficie su cui il nuovo asfalto possa ancorarsi.

Vediamo come funziona, con quali mezzi si esegue e che fine fa il materiale grattato via.

Cos’è la fresatura stradale?

Fresare significa asportare, in modo controllato, uno o più strati della pavimentazione esistente. Non si demolisce a caso: si toglie uno spessore preciso, mantenendo le pendenze e la planarità che serviranno al nuovo manto. Il materiale che ne risulta, granuloso e scuro, si chiama fresato d’asfalto.

Si fresa in diverse situazioni:

  • prima di riasfaltare, per togliere il vecchio strato usurato invece di sovrapporre semplicemente il nuovo (che alzerebbe troppo il livello della strada);
  • per eliminare ormaie, buche diffuse e deformazioni che un semplice rappezzo non risolverebbe;
  • per raccordare la strada a chiusini, caditoie o marciapiedi rimasti sotto quota;
  • per rimuovere strati ammalorati e ricostruire un pacchetto stradale sano.

Come funziona la fresatrice passo dopo passo

Il cuore del lavoro è la fresatrice (o scarificatrice), una macchina dotata di un grande tamburo rotante rivestito di utensili in metallo duro (le punte o “picchi”) che scavano e frantumano l’asfalto man mano che la macchina avanza.

Il processo è questo:

  1. Impostazione della profondità: si regola quanto materiale asportare, dai pochi millimetri di una fresatura superficiale fino a diversi centimetri per interventi profondi.
  2. Avanzamento e fresatura: il tamburo ruota ad alta velocità e frantuma il manto; molte macchine irrorano acqua per contenere polveri e raffreddare gli utensili.
  3. Raccolta del fresato: un nastro trasportatore raccoglie il materiale frantumato e lo carica direttamente sui camion, senza lasciarlo a terra.
  4. Controllo di quote e pendenze: sistemi di livellamento mantengono la superficie regolare, pronta a ricevere la mano d’attacco e il nuovo strato.

Il risultato è un fondo rugoso e pulito che favorisce l’aggrappo del nuovo asfalto.

infografica con la guida alla fresatura dell'asfalto

Che fine fa il fresato? Da rifiuto a risorsa

Il fresato d’asfalto, appena prodotto, è classificato come rifiuto speciale (codice EER 17.03.02) e va gestito come tale.

Non è però destinato alla discarica. Grazie al Decreto Ministeriale 28 marzo 2018 n. 69 (il cosiddetto “End of Waste” del conglomerato bituminoso), il fresato cessa di essere rifiuto e diventa un vero e proprio prodotto, chiamato granulato di conglomerato bituminoso, a patto che rispetti precisi criteri e controlli in un impianto autorizzato. Una volta trasformato, il granulato si può reimpiegare per produrre nuove miscele bituminose, a caldo o a freddo, e aggregati per strade.

Su questo fronte del riutilizzo si inserisce Asphalt Repair green, il rigenerante a freddo che ricrea conglomerato bituminoso riutilizzando in sito il 100% del fresato esistente, per interventi di rigenerazione a freddo su strade, autostrade e marciapiedi.

Il dato concreto è il recupero del materiale già presente: quando il fresato viene reimpiegato nel processo, può sostituire materiale di nuova fornitura e ridurre le movimentazioni legate alla sua asportazione e al successivo approvvigionamento. Se vuoi approfondire come si riutilizza concretamente, ne parliamo nella guida su come riutilizzare il fresato stradale.

Devi programmare un intervento di fresatura e rifacimento? 

La fresatura è solo il primo passo. Per garantire la massima durata del nuovo manto serve una gestione coordinata, dalla preparazione del fondo fino alla stesa finale. In Beton Asfalti ci occupiamo di interventi completi di asfaltatura strade, combinando la corretta preparazione delle superfici all’utilizzo dei nostri conglomerati bituminosi ad alte prestazioni, sia a caldo che a freddo.

Contattaci: i nostri tecnici sono a disposizione per valutare lo stato della tua pavimentazione e pianificare l’intervento più efficace.

Domande frequenti

Che differenza c’è tra fresatura e scarifica?

Sono termini spesso usati come sinonimi. In generale la fresatura asporta a freddo strati di spessore controllato; la scarifica indica una rimozione più grossolana, anche a blocchi.

Il fresato d’asfalto si può riutilizzare?

Sì. Dopo il recupero in impianto autorizzato, secondo il DM 69/2018, diventa “granulato di conglomerato bituminoso” e si reimpiega in nuove miscele e aggregati.

Quanto asfalto si può fresare?

Dipende dall’intervento: da pochi millimetri (fresatura di regolarizzazione) fino a diversi centimetri per ricostruire il pacchetto stradale. Solitamente si fresano i primi 3-4 centimetri per il solo strato di usura superficiale

Perché si butta acqua durante la fresatura?

Per abbattere le polveri e raffreddare gli utensili del tamburo, migliorando anche la sicurezza in cantiere.

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