Bitume per asfalto: cos’è, a cosa serve e quali tipi si usano nei conglomerati

Il bitume per asfalto è il componente che riveste e lega gli aggregati del conglomerato bituminoso. Rappresenta una quota ridotta della miscela, ma incide in modo determinante sulla coesione del materiale e sul suo comportamento durante la posa e sotto le sollecitazioni del traffico.

Non esiste però un unico bitume adatto a qualsiasi strada. La scelta dipende dal tipo di conglomerato, dallo strato della pavimentazione, dal traffico, dalle temperature di esercizio e dalle prestazioni richieste.

Per questo è importante distinguere tra bitume stradale, bitume modificato ed emulsione bituminosa, termini spesso usati impropriamente come se indicassero lo stesso materiale.

Quali sono le differenze tra bitume, asfalto e conglomerato bituminoso?

Nel linguaggio comune bitume e asfalto vengono spesso utilizzati come sinonimi. Dal punto di vista tecnico, però, indicano elementi diversi.

  • Il bitume è il legante bituminoso.
  • Gli aggregati costituiscono la parte minerale della miscela, con sabbia, filler e materiali lapidei di diversa granulometria.
  • Il conglomerato bituminoso è il materiale ottenuto combinando aggregati, filler, bitume ed eventuali additivi. Nel linguaggio stradale viene comunemente chiamato anche asfalto.
  • Diverso ancora è il catrame, termine che viene spesso usato impropriamente per indicare l’asfalto stradale. Bitume e catrame hanno origine e caratteristiche differenti e non dovrebbero essere considerati sinonimi.

Un’altra distinzione importante riguarda l’emulsione bituminosa: in questo caso il bitume è disperso in una fase acquosa per poter essere utilizzato in specifiche applicazioni, per esempio nelle lavorazioni a freddo e nelle mani d’attacco.

TermineCosa indica
BitumeIl legante che riveste e lega gli aggregati
Conglomerato bituminosoLa miscela di aggregati, filler, bitume ed eventuali additivi
AsfaltoTermine comunemente usato per indicare il conglomerato bituminoso
Emulsione bituminosaDispersione di bitume in fase acquosa per specifiche applicazioni
CatrameMateriale diverso dal bitume, oggi impropriamente usato come sinonimo di asfalto

La distinzione non è solo terminologica. Quando si deve scegliere un prodotto, leggere un capitolato o confrontare due schede tecniche, sapere di quale materiale si sta realmente parlando evita errori di valutazione.

A cosa serve il bitume nell’asfalto?

Il compito principale del bitume è rivestire gli aggregati e contribuire alla coesione della miscela. La sua funzione, però, non può essere ridotta a quella di una semplice colla.

Il legante influenza il comportamento del conglomerato alle variazioni di temperatura e alle sollecitazioni dovute al traffico. Alle temperature elevate tende a diventare più deformabile; quando la temperatura scende invece aumenta la sua rigidità.

Per questo, nella progettazione di una miscela bisogna trovare un equilibrio tra caratteristiche differenti. Un conglomerato deve essere abbastanza stabile da sopportare i carichi senza deformarsi eccessivamente, ma anche in grado di tollerare le sollecitazioni senza diventare troppo fragile.

Anche il rapporto con l’acqua dipende dall’intero sistema. Il bitume è idrofobo, ma la resistenza finale della pavimentazione non dipende soltanto dalla sua presenza. Contano anche:

  • caratteristiche degli aggregati;
  • adesione tra legante e inerti;
  • granulometria;
  • percentuale di vuoti;
  • dosaggio del legante;
  • corretta compattazione.

Questo spiega perché aggiungere più bitume non significa automaticamente ottenere un conglomerato migliore. Un dosaggio non equilibrato può modificare il comportamento della miscela proprio come una quantità insufficiente.

Lo stesso vale per i diversi strati della pavimentazione. Base, binder e tappeto d’usura svolgono funzioni differenti e vengono progettati tenendo conto non solo della quantità o del tipo di bitume, ma dell’intera composizione del conglomerato.

Tipi di bitume per asfalto: stradale, modificato ed emulsione

La scelta del legante dipende dalle prestazioni richieste e dall’applicazione. Le categorie che si incontrano più spesso nel settore stradale sono il bitume stradale, il bitume modificato con polimeri e le emulsioni bituminose.

1. Bitume stradale

I bitumi per applicazioni stradali vengono classificati in base a caratteristiche definite da specifiche norme tecniche.Tra le sigle più comuni si trovano, per esempio:

  • 35/50
  • 50/70
  • 70/100

Questi numeri non indicano la percentuale di bitume presente nell’asfalto.

Nel caso di un bitume 50/70, la sigla fa riferimento alla classe di penetrazione. La prova viene eseguita in condizioni standardizzate e contribuisce a descrivere la consistenza del materiale.

Un bitume con valori di penetrazione più bassi risulta, a parità delle altre condizioni, meno penetrabile e quindi più consistente rispetto a uno appartenente a una classe con valori superiori.

La penetrazione, però, non è l’unico dato da considerare. Nella caratterizzazione del bitume entrano anche altri parametri, tra cui il punto di rammollimento, la viscosità e il comportamento dopo l’invecchiamento.

2. Bitume modificato con polimeri

Quando al bitume vengono aggiunti determinati polimeri si parla di bitume modificato.Tra quelli impiegati nel settore stradale troviamo l’SBS, stirene-butadiene-stirene.

La modifica consente di intervenire su determinate proprietà del legante e di ottenere caratteristiche specifiche in funzione dell’impiego previsto. Possono diventare particolarmente importanti parametri come coesione, recupero elastico, comportamento alle alte e basse temperature e risposta alle deformazioni.

Questo non significa che un bitume modificato sia sempre migliore di uno tradizionale. Significa che può essere più adatto quando il progetto richiede determinate prestazioni.

Un esempio è KaltAsphalt plus, conglomerato bituminoso a freddo formulato con legante modificato con polimeri SBS. In questo caso la natura del legante è una delle caratteristiche del prodotto e deve essere letta insieme agli altri dati riportati nella relativa scheda tecnica.

3. Emulsione bituminosa

L’emulsione bituminosa è una formulazione nella quale il bitume è disperso in una fase acquosa per consentirne l’impiego in determinate lavorazioni, in particolare a freddo.

Una delle applicazioni più comuni è la mano d’attacco, utilizzata per favorire il collegamento tra una superficie esistente e lo strato bituminoso successivo.

Nel catalogo Beton Asfalti, per esempio, BA Primer è un’emulsione bituminosa destinata al pretrattamento delle superfici e alle mani d’attacco.

Bitume stradale, bitume modificato ed emulsione bituminosa non sono quindi tre nomi intercambiabili: cambiano formulazione, modalità di utilizzo e funzione all’interno dell’intervento.

i tre tipi di bitume per asfalto

Come scegliere il bitume giusto in base all’intervento?

La scelta del bitumenon parte da una classifica dei prodotti, ma dalle prestazioni richieste alla pavimentazione e dalle condizioni in cui dovrà lavorare.

  • Il primo elemento da considerare è il traffico. Una pavimentazione soggetta al passaggio frequente di mezzi pesanti, frenate e accelerazioni deve affrontare sollecitazioni molto diverse da quelle di un vialetto privato o di una zona con traffico occasionale.
  • Conta poi la posizione del conglomerato all’interno della pavimentazione. Base, binder e tappeto d’usura hanno funzioni differenti e possono richiedere miscele con caratteristiche diverse.
  • Anche il clima incide. Le variazioni di temperatura modificano il comportamento del legante e devono quindi essere considerate nella progettazione della miscela.
  • Infine bisogna valutare il tipo di dissesto e di intervento.

Esempio pratico: se una pavimentazione ha ormaie in una zona sottoposta a traffico pesante e frenate frequenti, scegliere semplicemente un bitume più duro non basta. Bisogna verificare l’intero sistema. È infatti il conglomerato bituminoso nel suo insieme a dover rispondere correttamente alle sollecitazioni previste.

Come leggere la scheda tecnica del bitume

Per capire com’è stato caratterizzato un bitume bisogna leggere i dati riportati nella relativa documentazione tecnica.Tra i parametri che si possono incontrare troviamo la penetrazione a 25 °C, utilizzata per descrivere la consistenza del bitume secondo una prova standardizzata.

Il punto di rammollimento aiuta invece a caratterizzare il comportamento del legante all’aumentare della temperatura.

Possono poi essere indicati:

  • viscosità;
  • comportamento dopo invecchiamento;
  • proprietà alle basse temperature;
  • recupero elastico;
  • coesione.

Nei bitumi modificati alcuni di questi parametri assumono particolare importanza perché permettono di descrivere caratteristiche specifiche introdotte dalla modifica con polimeri.

La regola pratica è semplice: un numero isolato dice poco se non sappiamo com’è stato ottenuto e quale requisito deve soddisfare.

Per esempio, leggere 50/70 non permette da solo di stabilire se quel bitume sia adatto a una determinata pavimentazione. Bisogna conoscere il conglomerato nel quale verrà utilizzato, le indicazioni del progetto o del capitolato, il traffico previsto e le condizioni di esercizio.

È lo stesso principio che vale quando si confrontano le schede tecniche degli asfalti a freddo: non cercare automaticamente il numero più alto, ma dati chiari, confrontabili e coerenti con l’impiego previsto.

Dal bitume al prodotto finito: quale materiale serve?

Nella manutenzione stradale il bitume entra nella composizione di prodotti con funzioni molto diverse. Un conglomerato bituminoso a freddo può essere utilizzato per ricostruire una parte della pavimentazione.

Un’emulsione bituminosa viene impiegata, tra gli altri utilizzi, per realizzare la mano d’attacco. Un mastice bituminoso è invece formulato per intervenire su fessure, giunti e specifici ammaloramenti della superficie.

Nel catalogo Beton Asfalti queste differenze corrispondono a prodotti destinati a lavorazioni differenti: KaltAsphalt plus è un conglomerato bituminoso a freddo con legante modificato SBS; BA Primer è un’emulsione bituminosa per il pretrattamento delle superfici e le mani d’attacco; altri prodotti specifici sono destinati alla sigillatura di fessure e giunti.

Il punto di partenza, quindi, non dovrebbe essere semplicemente “mi serve del bitume”, ma che problema devo risolvere e su quale pavimentazione devo intervenire?

Tipo di dissesto, supporto, profondità dell’intervento, traffico, temperatura e modalità di posa aiutano a individuare il prodotto corretto.

Se devi scegliere un materiale per un ripristino, una mano d’attacco o un altro intervento di manutenzione stradale, contatta Beton Asfalti indicando il tipo di pavimentazione, il problema da risolvere e le condizioni del cantiere. Partire da questi dati permette di individuare una soluzione realmente coerente con il lavoro da eseguire.

Domande frequenti

Che differenza c’è tra bitume e asfalto?

Il bitume è il legante, mentre con asfalto nel linguaggio stradale si indica comunemente il conglomerato bituminoso, cioè la miscela composta principalmente da aggregati e legante bituminoso.

Cosa significa bitume 50/70?

50/70 identifica una classe di bitume stradale collegata, tra le altre caratteristiche previste dalla specifica tecnica, all’intervallo della prova di penetrazione a 25 °C. Non indica la percentuale di bitume presente nel conglomerato.

Il bitume modificato con polimeri è sempre migliore?

No. Il bitume modificato presenta caratteristiche specifiche che possono essere utili quando progetto, traffico, temperature o prestazioni richieste lo rendono opportuno. Non esiste un unico tipo di legante migliore per tutti gli interventi.

Emulsione bituminosa e bitume sono la stessa cosa?

No. Nell’emulsione bituminosa il bitume è disperso in una fase acquosa per consentirne l’impiego in specifiche lavorazioni, come le mani d’attacco. Non va confusa con il normale bitume stradale utilizzato come legante nei conglomerati bituminosi.

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