La scheda tecnica di un asfalto a freddo permette di capire molto più del nome commerciale del prodotto.
I dati da controllare sono soprattutto prestazioni meccaniche, granulometria, contenuto di legante, vuoti, massa volumica, caratteristiche degli inerti, condizioni di utilizzo e riferimenti alle norme di prova.
I valori vanno letti insieme e confrontati solo quando provengono da prove eseguite secondo criteri comparabili. È qui che una scheda tecnica diventa uno strumento di scelta e non un semplice allegato da scaricare.
Cosa deve dirti una scheda tecnica dell’asfalto a freddo?
Una buona scheda tecnica del conglomerato bituminoso a freddo deve rispondere almeno a queste domande:
- di cosa è fatta la miscela?
- Come si comporta sotto carico?
- Quanto resiste alla deformazione e alla trazione?
- Qual è la sua granulometria?
- In quali condizioni può essere utilizzata?
- I dati dichiarati sono associati a un metodo di prova riconoscibile?
Per esempio, nella scheda tecnica di KaltAsphalt plus Beton Asfalti riporta, oltre alla composizione e alle condizioni di utilizzo, parametri misurati secondo specifiche norme UNI EN: Stabilità Marshall, Rigidità Marshall, resistenza alla trazione indiretta, percentuale di vuoti, massa volumica, contenuto di legante solubile, granulometria e levigabilità degli inerti.
Questo è importante perché due prodotti definiti entrambi “asfalto a freddo” possono avere formulazioni e prestazioni diverse. Limitarsi a confrontare prezzo, peso del sacco o una generica promessa di durata dice poco su ciò che succederà una volta che il materiale sarà compattato e sottoposto al traffico.
C’è anche un altro dettaglio da non trascurare: il valore numerico deve essere accompagnato dal metodo con cui è stato ottenuto. Una Stabilità Marshall dichiarata senza condizioni di prova è meno utile di un dato associato alla norma utilizzata, alla temperatura e al tempo di maturazione del campione.
La scheda aggiornata di KaltAsphalt plus, ad esempio, specifica che Stabilità Marshall, Rigidità Marshall e resistenza alla trazione indiretta vengono valutate dopo 72 ore a 25 °C.

Stabilità Marshall, rigidità e ITS: come leggere le prestazioni meccaniche
Sono probabilmente le sigle che rendono una scheda tecnica più ostica per chi non lavora ogni giorno con i conglomerati bituminosi. In realtà il concetto di fondo è abbastanza intuitivo.
- La Stabilità Marshall indica la capacità del provino di sopportare un carico nelle condizioni previste dalla prova. Nella scheda KaltAsphalt plus il valore dichiarato dopo 72 ore a 25 °C è superiore a 3,0 kN, secondo UNI EN 12697-34. Non va però letta come una classifica in cui “più alto = prodotto automaticamente migliore”. La stabilità è uno dei dati da mettere in relazione con deformabilità, composizione della miscela, destinazione d’uso e altre prestazioni.
- Lo stesso vale per la Rigidità Marshall, che aiuta a descrivere la risposta della miscela alla deformazione sotto carico. Per KaltAsphalt plus la scheda indica un valore superiore a 1,0 kN/mm, sempre dopo 72 ore a 25 °C e secondo UNI EN 12697-34.
- Poi c’è la resistenza alla trazione indiretta, spesso indicata con l’acronimo ITS (Indirect Tensile Strength). È un parametro utile per valutare la risposta del conglomerato alle sollecitazioni di trazione che possono favorire l’innesco e la propagazione delle fessure. Nella scheda presa come esempio il valore è superiore a 60 kPa, misurato secondo UNI EN 12697-23.
In pratica, se devi confrontare due schede, non limitarti a cercare questi tre numeri. Controlla:
- che sia indicata la norma di prova;
- che le condizioni di misura siano confrontabili;
- che i dati non siano isolati dal resto delle caratteristiche della miscela.
Esempio: confrontare direttamente una Stabilità Marshall dichiarata dopo 72 ore con quella di un altro prodotto misurata in condizioni differenti può portare a conclusioni sbagliate. Prima del numero viene sempre il metodo con cui quel numero è stato ottenuto.
Vuoti, massa volumica e legante: tre dati da non ignorare
Altri parametri sembrano meno immediati, ma invece raccontano molto della struttura interna del conglomerato.
1. Percentuale dei vuoti
La percentuale di vuoti descrive la presenza di spazi d’aria all’interno del provino bituminoso. È un dato legato alla struttura e alla compattazione della miscela e va interpretato insieme alle altre proprietà. La scheda KaltAsphalt plus riporta 10,0 ± 3,0%, determinati secondo UNI EN 12697-8.
Perché è importante? Una miscela non è una massa completamente piena: la disposizione degli aggregati, il legante e la compattazione determinano una struttura con una certa quantità di vuoti. Guardare questo valore permette quindi di capire meglio come è stato caratterizzato il conglomerato, ma non ha senso trasformarlo da solo in un giudizio sulla qualità.
2. Massa volumica
La massa volumica indica invece la massa riferita al volume del materiale nelle condizioni della prova. Per KaltAsphalt plus è dichiarata in 2,305 ± 0,050 Mg/m³, secondo UNI EN 12697-6.
È un dato utile anche quando si ragiona su quantità e resa: superficie e profondità dell’intervento, infatti, devono essere tradotte in un volume e poi in una massa di materiale. Per il calcolo operativo Beton Asfalti ha già dedicato un approfondimento specifico a quantità e resa del conglomerato bituminoso a freddo, quindi qui è sufficiente ricordare che la massa volumica è uno degli elementi che rendono quel calcolo tecnicamente fondato.
3. Contenuto legante
Infine troviamo il contenuto di legante. Nella scheda KaltAsphalt plus il contenuto di legante solubile sul peso della miscela è 5,4 ± 0,4%, determinato secondo UNI EN 12697-1.
Anche qui vale la stessa regola: una percentuale maggiore di bitume non significa automaticamente maggiore qualità. È l’equilibrio della formulazione a contare.
Nel caso di KaltAsphalt plus la documentazione specifica inoltre l’impiego di legante modificato con elastopolimero SBS e una quota del 60% di materiale riciclato.
Queste informazioni sulla composizione sono particolarmente utili quando la scelta del prodotto deve tenere conto non solo delle prestazioni, ma anche di requisiti ambientali o di capitolato.
Granulometria e PSV: cosa raccontano gli inerti
1. Granulometria
Nella scheda tecnica va poi individuata la granulometria, cioè l’intervallo dimensionale degli aggregati presenti nella miscela.
La versione standard riportata per KaltAsphalt plus è 0/8 mm, con disponibilità anche in altre granulometrie. La scheda associa il dato alla UNI EN 933-1.
La granulometria non è un particolare secondario, perché influenza l’impiego del materiale in relazione alla profondità e al tipo di ripristino. L’argomento è già sviluppato nella guida Beton Asfalti dedicata alla scelta dell’asfalto a freddo, quindi non serve ripeterlo qui: leggendo la scheda tecnica, ciò che conta è verificare che la granulometria sia dichiarata con precisione, anziché trovare indicazioni vaghe come “fine” o “grossa”.
2. PSV
Più particolare è il valore PSV, Polished Stone Value, riportato nella scheda come “levigabilità degli inerti”. È un parametro riferito alla resistenza degli aggregati alla levigazione dovuta all’azione del traffico.
Per KaltAsphalt plus la scheda indica PSV > 44, secondo UNI EN 1097-8.
È un dato interessante soprattutto quando il conglomerato interessa superfici sottoposte al passaggio dei veicoli, perché porta l’attenzione sulla qualità degli inerti e non soltanto sul legante.
Ancora una volta, però, non va isolato dal contesto. Il comportamento finale di un rappezzo dipende dal sistema nel suo insieme: aggregati, legante, struttura della miscela, condizioni del supporto e corretta posa.

Temperatura, acqua, stoccaggio e caratteristiche ambientali dichiarate
Una scheda tecnica utile non deve fermarsi alle prove di laboratorio. Deve dire anche in quali condizioni il prodotto può essere utilizzato e conservato.
Per KaltAsphalt plus sono dichiarati, tra gli altri:
| Dato operativo | Indicazione della scheda |
|---|---|
| Temperatura di utilizzo | da -30 °C a +80 °C |
| Lavorabilità sfuso e in sacco | oltre 18 mesi |
| Utilizzo in presenza di acqua/pioggia | indicato come eccellente |
| Resistenza ai cicli gelo-disgelo | senza disgregazione |
| Materiale riciclato | 60% |
| Riciclabilità dichiarata del prodotto | 100% |
| COV | nessuna aggiunta |
Questi sono dati dichiarati dal produttore nella scheda del prodotto e vanno letti esattamente come tali, senza trasformarli in caratteristiche automaticamente valide per qualsiasi asfalto a freddo presente sul mercato.
È proprio questo uno degli errori più comuni nella lettura delle schede: prendere un’informazione riferita a una formulazione specifica e usarla come regola generale per l’intera categoria.
Per esempio, non tutti i conglomerati a freddo hanno la stessa finestra di utilizzo, la stessa resistenza all’acqua o lo stesso periodo di conservazione. Sono quindi parametri da controllare prodotto per prodotto. Per la gestione del prodotto in magazzino abbiamo approfondito anche come conservare correttamente l’asfalto a freddo in sacchi.
La scheda tecnica, inoltre, non va confusa con la scheda di sicurezza (SDS). La prima descrive caratteristiche e prestazioni del prodotto; la seconda contiene informazioni relative a pericoli, manipolazione, stoccaggio, protezione e gestione in sicurezza. Sul sito Beton Asfalti, ad esempio, la scheda prodotto di KaltAsphalt plus è scaricabile direttamente, mentre scheda di sicurezza e DOP sono documenti distinti disponibili nell’area dedicata.
Domande frequenti
Quali sono i dati più importanti in una scheda tecnica di asfalto a freddo?
Dipende dall’impiego, ma conviene verificare almeno prestazioni meccaniche, granulometria, vuoti, massa volumica, contenuto di legante, caratteristiche degli inerti, condizioni di utilizzo e norme di prova.
Un valore Marshall più alto significa sempre un asfalto migliore?
No. LaStabilità Marshall è un parametro importante, ma deve essere interpretato insieme alle altre caratteristiche della miscela e alle condizioni in cui è stata eseguita la prova. Un singolo numero non basta per stabilire la qualità complessiva di un prodotto.
Che differenza c’è tra scheda tecnica e scheda di sicurezza?
La scheda tecnica descrive caratteristiche, prestazioni e modalità d’impiego del prodotto. La SDS o scheda di sicurezza riguarda invece aspetti come pericoli, manipolazione, stoccaggio e misure di protezione.
Posso confrontare direttamente due schede tecniche di asfalto a freddo?
Sì, ma solo con attenzione. Prima dei valori numerici bisogna controllare norma applicata, unità di misura, condizioni e tempi della prova. Numeri ottenuti con procedure diverse non sono necessariamente confrontabili in modo diretto.
Prima di scegliere un asfalto a freddo leggi i dati e non solo il nome
La scheda tecnica dell’asfalto a freddo serve proprio a passare dalle promesse commerciali a informazioni verificabili. Composizione, norme di prova, prestazioni meccaniche, granulometria e condizioni operative permettono di capire meglio che cosa si sta acquistando e se il materiale è coerente con il lavoro da eseguire.
Il criterio più utile è semplice: non cercare il valore più alto, cerca dati chiari, contestualizzati e verificabili. Se due prodotti devono essere confrontati, le prove devono essere lette nelle stesse condizioni e la scelta finale deve considerare anche supporto, tipo di ripristino, traffico e modalità di posa.
Se devi valutare un prodotto per uno specifico intervento o interpretare i parametri riportati nella documentazione tecnica, scrivici indicando il tipo di lavoro e le condizioni del cantiere, così da verificare quale soluzione risponde meglio alle esigenze reali.